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about

"E’ una domanda che tutti si pongono spesso, cosa rimane da dire al rock e alla musica in generale? Ormai decisamente poco, perciò quello che bisogna dire è bene comunicarlo in maniera piacevole o perlomeno tecnicamente impeccabile. I primadellapioggia, gruppo hardcore udinese capitanati da Daniele Stroppolo, riescono a fare entrambe le cose in maniera perfetta.
“Tesis” sono nove canzoni di hardcore ora urlato, ora sofferto ma sempre sincero, scritte in un coraggioso italiano che riesce facilmente ad emozionare l’ascoltatore e ad annoiarlo molto di rado. Sbocchi nel progressive e pezzi più pacati del solito hardcore italiano fanno di questo cd una vera rarità al giorno d’oggi nel panorama musicale underground. La voce di Daniele poi è perfetta, furiosa quando serve e fragile nei momenti più pacati, evitando intelligentemente i tanto utilizzati coretti che sinceramente ormai suonano abbastanza ridicoli. [...]"
Damiano Gerli

credits

released April 26, 2002

voice: Daniele
bass: Bisi
guitar: Tubo
guitar: Grace
drums: Pier

recorded and mixed by Gaetano Dimita and Vincenzo Tallaria at Telstar studios, Udine (Italy)
pictures by Marco Pilia
model Irene Barbon
layout and graphics by il Pasta
produced by primadellapioggia; Shove records - Alessandria (Italy); Anno Zero records - Milano (Italy)

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about

primadellapioggia Udine, Italy

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Track Name: Argento
(la Cattedrale)
La tua grandezza mi ha sopraffatto:
ho perso il senso dello spazio
e mi sono immerso nel tuo tempo.
La luce fioca mi ha provato del respiro;
ho sentito il soffio divino sul mio volto,
io che rifuggo il mistico
come l'animale la fiamma.
Quelle mani,
decine di mani
consumate dalla fatica
mi hanno accarezzato l'una dopo l'altra.
Dal tuo dorso ho dominato il mondo,
e ne ho sentito la vastità sulle spalle.
Ero un cane di fronte al mare:
stordito dalla tua grandezza,
la sentivo immanente,
eppure troppa per essere capita,
io moderno
davanti all'opera degli uomini d'altro tempo.
Track Name: Piombo
(Benevolo)
Un sorriso benevolo e di scherno,
ecco la risposta (alle mie domande).
Cosa fare delle illusioni sulla via del giusto,
dove un caos di numeri e parole indicano la strada.
Ma si chiudono in sé stessi,
seguono i loro padri.
Ecco il puzzle perfetto della società contemporanea
dove nessun tassello è fuori posto
(So che quella non è l'unica verità,
ma come spiegarlo a chi non guarda me
ma la mia immagine,
a chi pensa che i sogni siano solo per i bambini).
Le sante parole di un delirio di onniscienza
risuonano in echi paranoici
che rimbalzano tra le stesse pareti,
ignorando (la storia e anzi, tentando di fermarla).
(Non posso anticipare il tempo),
la loro paura è il rifiuto, l'esclusione,
sempre ossequiosi verso la corte che potrebbe punirli
Track Name: Idrogeno
(il numero perfetto)
Ho imparato a riconoscere il moto delle onde
ora distinguo l'innalzarsi delle maree
posso resistere per lunghi tempi in questa posizione
non sento il freddo
non mi ferisce il gelo
Sopporto la paura della profondità
e la pienezza dell'immensità
Ma a cosa mi serve tutto questo?
Se i tuoi pensieri mi colpiscono
come la luce un tronco d'albero
Ho superato la fatica e la stanchezza,
il sonno, il digiuno
I miei piedi hanno camminato a lungo
i miei occhi hanno vegliato a lungo
Ho urlato
Le mie labbra si sono confuse nella follia dei pensieri inespressi
Conosco il modo di resistere a ogni forma fisica
mi pongo contro ogni sostanza e materia
Apprezzo i tagli del vento veloce
Ma a cosa mi serve tutto questo?
Se le mie azioni non si contemplano
come con foglie troppo grandi
l'acqua non bagna la terra.
Track Name: Ossigeno
Senza rimorso il tradimento
senza paura la finzione
Parole senza colpa lamentano voluttà
Frasi note muovono il tempo
verso limiti raggiunti
Il vuoto
Misera rimane appesa sulle strade
che percorrono la mia pelle
la distanza dalle false luci
indotte da timori antichi
Ogni incrocio di significiati
aggiunti ad antichi simboli
rivela ancora idoli e sacre verità
Come si può andare oltre le sensazioni?
Come può non bastare la pace fisica?
Concluderà perdendo: il suo rifiuto.
Inventa la ricerca dell'infinito;
occupa la mente,
da vuote menzogne non ottieni risposte.
Nulla esiste più di questo
gruppo ristretto di dolori
Cerchio bituminoso e vitale
Corpo mobile, elastico, flessibile.
Tozza un'ombra lontana
muove la nebbia, sfugge.
I gelsi si bloccano.
Non c'è altro.
Track Name: Argo
Staticità espressa nel movimento,
nell'abitudine, nel pensiero.
Viviamo in una palude di niente
che ci sequestra al mondo.
Prostrati alla divinità della convenzione
non ci accorgiamo che il nostro non vivere è morire,
non c'è scampo.
E mentre chi ci cantava
la forza del sogno non ci riconosce più,
siamo rinchiusi nel nostro recinto (di simboli).
Il grido mi muore in gola,
è difficile reagire a tutto questo,
ma cercare di cacciarlo fuori
è tutto quello che posso fare.
Forse non è ancora finita:
"forse potremo guardarci negli occhi
sapendo chi c'è dietro".
Track Name: Titanio
Miseri titani di questa terra
quanta sofferenza create
per soddisfare il vostro spirito carnefice
le vite si spezzano una dopo l'altra
cadono i miserabili uno dopo l'altro.
Non riconoscete il suono del vento
Non conoscete più il nome di chi vi sta accanto,
il vostro sapere va oltre,
il vostro sapere è vuoto e non conta.
Track Name: Litio
Non temo la vostra falsità
Non temo l'ipocrisia di un sorriso (di facciata)
Non temo l'odio (nascosto)
Non temo l'odio (manifesto)
Non tento di cambiarti, non ne ho la forza
Non provo a cambiarti, non ne ho più voglia
Lascio che il flusso scivoli sulla mia pelle
Lascio che il flutto si infranga contro il mio corpo
Sono un monolito alla tua volontà.
Track Name: Antimonio
Cantate in coro le parole di questo inno
i suoi versi più forti
le sue immagini più impressionanti
insegnatevi attraverso questo motto la solita giustizia,
il solito valore
non ancora un'altra semplice storia
Nadi Nevo Cation
tutto si è fermato
per lasciarvi seguire una pura invenzione
una velocità ritmata
una figura sonora
una sostanza sensibile
vi siete celati la lealtà.
Track Name: Cobalto
Lo sto provando sulla mia pelle:
chi vuol esser lieto sia.
Inseguo lo squilibrio e la lacerazione,
temo il dolore ma lo cerco
e godo del suo richiamo alla vita.
La sua forza mi pervade.
Insisto: i miei sensi si concentrano
per percepire il mite calore delle lacrime
e quel senso di nostalgia
che te le fa sgorgare.